Il buono, il brutto e il cattivo. E l’incompreso….

settembre 7, 2011

Sono stati giorni di visioni febbrili nelle pause pranzo… ma dopo essermi sparato l’ennesimo incomprensibile film anni 70, intorbidito di psico-interiorizzazione e altre menghiate del genere non ho più resistito, e orfano delle esplosioni che tanto ammiro nei film mi sono diretto verso qualcosa di più maschio: il buono, il brutto e il cattivo. E sorpresa… I film possono avere anche una trama!!!! Dopo Taxy Driver, Blow Up e altri tomi incomprensibili finalmente un buon vecchio film con una trama! E gli spari… eh non dimentichiamoli… qualche rumore ogni tanto fa bene in un film! Trovo la scena finale tra le altre cose davvero forte… certo non vi svelo il finale ma alla fine avevo dei dubbi sul “Buono”…!

Questa cosa mi ha riconciliato con la filmografia e quindi posso passare a qualcosa di più sostenuto!

Peraltro in questi giorni ho acquistato il vinile (in ristampa) di “A kind of Blue” di Miles Davis. Mi sono sempre immaginato quelle scene dei film dove la “lei” di turno si avvicina a “lui ” e gli dice…”spegni la musica e pensa a baciarmi…” .. e lui la guarda e le dice…” hei ragazza non scherziamo, questo è Miles Davis…” … in effetti credo di essermela inventata, ma ci sono sicuramente dei film dove qualcosa di simile viene citata… Memorabile la scena di Jerry McGuire quiando l’amico di Reneè Zellweger dà a Tom Cruise la cassetta del concerto di Miles Davis prima che il buon Tom vada a letto con lei, e gli dice…”questo, amico, è Miles Davis…” … Ecco se fossi un attore lavorerei solo per dire questa battuta…. “hei amico, questo è Miles Davis…”. Sarei bravissimo a dire questa battuta mi sono esercitato tutto ieri…


Vado a lavare la macchina

agosto 30, 2011

Sabato sono stato testimone di una cosa scioccante: un ragazzo andava a lavare la macchina, e la macchina in questione era …. UNA PUNTO! Ora voglio dire, hai una punto, lasciala in garage e vai in giro in bici… no! lui la porta in giro e non solo…. LA LAVA!!!!! Notata però la sua giovane età ho deciso di perdonarlo e di dargli tempo di ravvedersi… ma la cosa mi ha fatto sorgere spontanea una domanda: cosa spinge questi ragazzetti neopatentati a pulire la macchina come se fosse una Ferrari da Formula uno…? sarà che lavare la macchina è talmente al di fuori del mio concetto di utilizzo del tempo, ma non riesco veramente a capacitarmi… pelle di daino, schiuma protettiva, cera super lucidante… e sti cazzi…. son passato un’ora dopo ed era ancora lì…. MA NON HAI PROPRIO UN CAZZO DA FARE????? boh non so la cosa mi ha scioccato , quindi sono andato in un campo e ho fatto due sgommate, in modo da sporcare ben bene la mia… così per riequilibrare  l’universo..


Blow up

marzo 31, 2011

Allora le cose sono due: o io sono un ignorante caprone o… non l’altra non voglio nemmeno immaginarla… resta però il fatto che per l’ennesima volta in film di Antonioni mi lascia senza parole (e non positivamente)… A parte gli scherzi… non riesco mai a superare lo scoglio dei film che “non finiscono”.. credo sia una malattia della nostra generazione, la potremmo definire “La sindrome di Gray’s Anathomy” per cui ogni film/telefilm/realty… DEVE avere una fine. E per fine si intende una fine legata ad azioni materiali, non risvolti psicologici INCOMPRENSIBILI per le menti ritardate come la mia (artisticamente si intende)!!

Resta il fatto che ancora una volta un film degli anni 60 mi lascia esterefatto. Capitò anche con il Laureato, ma il mio precedente più illustre rimane “Qualcuno volò sul nido del cucùlo”, attualmente ancora avvolto nel mistero.

Detto questo, devo dire che la riproduzione delle camere oscure è eccezionale, rivedere strumenti per lo sviluppo del negativo e la stampa di fotografie mi ha fatto un po’ venire nostalgia di quando si stampava… Il fatto che lui stampasse in due minuti e io ci mettessi un giorno e “bruciassi” metà della carta per le prove è del tutto secondario…


Son cent’anni che, siamo qui con te…

marzo 25, 2011

Ieri ha inaugurato la mostra del Centenario del Mantova Calcio. Per me è stata un’emozione grandissima, sono anni che aspettavo questo giorno. Ma non può essere considerato un punto di arrivo: DEVE essere considerato in punto di partenza per una rinascita dello spirito storico legato alla nostra squadra, primo passo per una nuova cultura sportiva. La cultura, e molto spesso il “culto”, della storia, tramite foto, oggetti, giornali deve diventare caratterizzante dei tifosi del Mantova, così da creare i presupposti per l’altro grande sogno proibito: il museo del Mantova Calcio.

La mostra resterà aperta fino all’8 Maggio: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 18.00 e il sabato e la domenica con orario continuato dalle 9.30 alle 18.00.


Nucleare? Ni

marzo 16, 2011

Partiamo da un presupposto: siamo in Italia. Sembra una cosa semplice, ma è l’unica motivazione che mi fa propendere verso il no. Ah l’Italia… il paese dove si pretende di smaltire le scorie nucleari e non si riesce nemmeno ad organizzare la raccolta dell’umido a Porto Mantovano… Il paese in cui nessuno vuole il deposito nazionale di scorie nucleari e preferisce che le scorie (ospedaliere) vengano smaltite nei fossi, un fantastico paese dove per fare la tangenziale Nord di Mantova ci hanno messo vent’anni… Quindi… capite che il presupposto è piuttosto importante.

Peraltro ultimamente sto collaborando con una grossa ditta internazionale che indubbiamente, data la portata del proprio “nome”, entrerebbe a gamba tesa nel business del nucleare… VI PREGO NO! Non fate fare le centrali a questa massa di incompetenti altrimenti c’è veramente da cagarsi addosso! Se proprio proprio chiamate dei giapponesi, dei cinesi, degli indiani, qualunque essere monocellulare va bene, MA NON FATELE FARE A QUESTI!

Ah un’altra cosa… tenete fuori i plitici, vi prego. Oppure facciamo una legge: chi decide che in un determinato posto sorgerà una centrale nucleare è obbligato a prendere lì la residenza! non sarebbe male…

Diciamo la verità: una svolta nella politica energetica italiana serve, ma credo che in questo momento, con la classe politica attuale, e con le INCOMPETENZE presenti nella classe dirigente del bel paese, i rischi siano decisamente maggiori dei benefici. Non sono contrario all’energia nucleare sia ben chiaro. Se per 2 anni il parlamento tedesco si trasferisse in italia e gestisse la cosa sarei più che d’accordo… Ma sinceramente ritengo che la nostra classe politica non sia in grado di gestire POLITICAMENTE la cosa, per non parlare della realizzazione, su cui vedo situazioni piuttosto lacunose…


Oscar 2011

marzo 11, 2011

Finalmente ho visto le due pellicole che si sono combattute il titolo di miglior film del 2011: “The social Network” e “Il discorso del re”. Nessuno dei due è un capolavoro, intendiamoci, ma come pensavano David Fincer e soci di spuntarla sui diretti concorrenti rimaner ancora un mistero. Fin per carità la storia sul fondatore di Facebook è abbastanza coinvolgente, e sopratutto riguarda un “genere di prima necessità” ormai indispensabile nella vita di molti spettatori, ma la storia sulla balbuzie di Giorgio VI è di un tenore talmente più elevato, da oscurare il ragazzino milionario…

“Il discorso del re” è oggettivamente un po’ lento (se pensate che sia troppo lento consiglio la visione di “Anna and the King”), ma le interpretazioni di Colin Firth (miglior attore secondo l’Academy) e di Geoffrey Rush sono impeccabili e valgono tutto il film. Inoltre in alcuni momenti ci sono delle inquadrature spettacolari, che giustificano ampiamente l’oscar al regista Tom Hooper.

Dai premi rimane fuori “Il Grinta” che non ho visto quindi mi riservo di giudicarlo, certo fare peggio di “The Social Network” lo ritengo abbastanza difficile…!


Photography low cost

marzo 7, 2011

Come sempre le trasferte berlinesi portano con se un carico pieno di libri di fotografia. Complice la easy jet che non pone limitazioni sul peso dei bagagli a mano sono tornato a casa col mio solito mattone da 30 kg! Tra i pezzi di maggior pregio l’opera omnia di Berengo Gardin a 19.90 € anziche i classici 69.00 € e “Perdersi a guardare” di Mimmo Jodice, scontato del 50% a 24.90 €. Sempre al 50% un libro sull’opera della FSA a 29.90 € ed una innumerevole serie di piccole altre pubblicazioni che hanno portato il peso del bagaglio a mano ad un valore disumano. In ogni viaggio c’è poi la spesa che ti dispiace di non aver fatto, quindi stavolta sono tornato con zero rimpianti. Zero… come la percentuale di sconto sul libro “Rodchenko: revolution in photography” che ho dovuto portarmi a casa alla modica cifra di euro sessanta punto zero zero.

«Se si desidera insegnare all’occhio umano a vedere in una nuova maniera, è necessario mostrargli gli oggetti quotidiani e familiari da prospettive ed angolazioni totalmente inaspettati e in situazioni inaspettate; gli oggetti nuovi dovrebbero essere fotografati da angolazioni differenti per offrire una rappresentazione completa dell’oggetto.»

Aleksandr Michajlovič Rodčenko, 1928


Il buio oltre la siepe

febbraio 3, 2011

Finalmente ho affrontato una dei miei scogli più difficili. Tempo fa sono riuscito a finire il capolavoro di Harper Lee “Il buio oltre la siepe”. Chiunqua abbia mai provato a leggere quel libro riuscirà a capire la portata dell’impresa… In effetti dire che la prima metà è lenta è un eufemismo… le prime 50 pagine le avrò rilette venti volte a causa dei cintinui rinvii… poi mi sono fatto coraggio e, esaurita la prima parte, ho scoperto una storia davvero eccezionale e commovente, in cui la prima parte, lenta ed interminabile, diventa condisìzione indispensabile per apprezzare pienamente la storia.

Il libro tocca il tema più importante degli Stati Uniti degli anni ’30, ovvero il razzismo. Quando fu pubblicato questo romanzo negli USA, era ancora in atto la segregazione razziale dei neri. Anche ai tempi in cui il romanzo è ambientato, sussistevano sentimenti di odio nei loro confronti, specialmente negli Stati del sud. Il romanzo tratteggia i diversi comportamenti nel campo dell’integrazione delle comunità: chi sostiene la segregazione (Bob Ewell, per esempio), chi invece vuole superarla (Atticus) e chi presenta comportamenti contraddittori (p. es., la maestra di Scout, che pur odiando Hitler è contraria all’uguaglianza delle persone di colore).

Anche i ragazzi imparano a superare la “paura del diverso” che hanno nei confronti di Boo. Avevano accettato il pregiudizio che egli fosse una persona violenta e, quindi, da evitare. Ma quando si accorgono di tutto ciò che egli fa per loro, scoprono di averlo mal giudicato. Il messaggio dell’autrice, quindi, è di imparare a conoscere il prossimo, senza cadere in facili pregiudizi, come invece è accaduto, per esempio, ai giurati. È su questo che si fonda il razzismo.

Wikipedia


Tempo al Tempo: Pecora Nera a Rintracciarti 2010

novembre 18, 2010

Il tempo come categoria necessaria all’uomo per concepire ogni sua azione, diventa il tema della mostra organizzata dal Collettivo “Pecora Nera” per l’edizione di Rintracciarti 2010, che affronta tramite alcune opere fotografiche il legame che nasce spontaneamente tra spazio umano ed il concetto temporale ad esso legato; il tempo sembra scorrere in modo ipnotico, quasi fino a sfocarsi negli ambiti frenetici della vita delle grandi metropoli, in cui si trasfigura nella nuova frontiera del futuro istantaneo, dove il concetto dell’attesa ha sempre più un’accezione negativa; lo stesso tempo sembra invece rallentare e trattenersi più a lungo in certi luoghi, quasi fermarsi, adagiarsi nell’ansa di mondi diversi, a volte vicinissimi a volte lontani, nei silenzi millenari della natura nel su o ciclico mutuarsi, come nelle tradizioni di popoli che non cambiano sotto il bombardamento mediatico dell’occidente, dove l’attesa è ancora un bene prezioso e fecondo per il pensiero.


Se il tempo non smette mai di finire, la Pecora Nera a suo modo continua a mettersi in gioco per diventare portatrice del tempo con i suoi scatti. Le opere realizzate da Marco Brioni, Patrizia Cappelletti, Raoul Cavaglieri, Giuseppe Gradella e Mauro Manuini saranno esposte presso i locali dello Sportello Giovani in via S. Agnese dal 20 al 28 Novembre.


Italia vs Inghilterra: cultura artistica

ottobre 7, 2010

Ora, fin per carità… la nostra arte sta alla loro come l’empire State Building sta al grattacielo di piazzale Gramsci, ma qui il discorso è diverso… Qui si parla di cultura artistica, e per traslato, di cultura in generale… e qui il nostro Empire State Building inizia a sprofondare fino a raggiungere l’altezza di una bifamiliare… Inoltre il confronto tra Mantova e Liverpool più che azzardato appare da psicopatici. Premesso che Mantova soccomberebbe anche nei confronti del più piccolo paesino del Congo Belga da questo punto di vista, Liverpool è molto più simile alla nostra Bologna, ma senza pankabbestia.

Ho trovato davvero molte persone comuni interessate al nostro lavor0, alcune a tal punto da acquistarlo. Questo in Italia non si verifica se non nelle grandissime piazze quali Milano e Roma, e solo nelle gallere più importanti, e non certo nelle piccole gallerie indipendenti. Misteri della fede…

Italia-Inghilterra: 1 a 1


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