Ma quanta gente!
Novembre 28, 2007
Ma quanta gente ieri sera al circolo la ghiacciaia per la proiezione di diapositive ISLANDA: LA QUINTA DIMENSIONE. Sarà stato per il ciclopico lavoro di scassamento di palle effettuato dal sottoscritto in questo ultimo mese, o forse per il mega articolo comparso sulla Gazzetta di Mantova di ieri, lungo il doppio di quello di Biagio Antonacci… Clamorosamente sorpresi i soliti avventori del circolo nel vedere che tutte le sedie erano occupate e c’era posto solo in piedi già alle 9.05. In circa un’ora abbiamo proiettato 62 diapositive e un video cercando di ripercorrere il mio viaggio in ogni suo aspetto. Un grazie a tutti di cuore e spero di aver fatto venire in voi un minimo di voglia di fotografare!

Islanda: la quinta dimensione
Novembre 26, 2007
Domani, Martedì 27 Novembre, alle ore 21.00 presso il Circolo fotografico “La Ghiacciaia” a Marengo si terrà la proiezione di diapositive “Islanda, la quinta dimensione”.
In questo viaggio, invece di soffermarmi sulla precisa ed oggettiva osservazione dei fenomeni naturali, ho cercato di interpretare quella che è la forte relazione tra mondo naturale e coscienza umana, esprimendo le complesse interazioni che si innescano tra uomo e natura, le influenze, le emozioni e le sensazioni che nascono da questo contatto. In quei luoghi magici, il mondo cessa, anche se solo per poche ore di pura contemplazione, di essere opprimente e turbolento; si è sollevati dai dubbi e dalle preoccupazioni che ci affliggono. Queste foto non possono che descrivere uno stato di intensa percezione, appagato non tanto delle forme materiali, corporee ed empiriche della natura, quanto della forza vitale che permea e riempie tanto il mondo naturale quanto l’osservatore stesso stesso. Tramite questa esperienza che potremmo definire mentale piuttosto che sensitiva, si può comprendere che l’uomo non può esistere al di fuori del mondo naturale, ma ne è un attivo partecipante, così come la natura contribuisce al suo benessere intellettivo.
Quanto possiamo ancora definirci partecipanti della natura? Che insegnamento possiamo trarre da essa? Possiamo ottenere qualche beneficio senza per questo ridurci ad accaniti sfruttatori? L’uomo ha perturbato la natura fin dai suoi primi insediamenti, alla ricerca di un sempre maggiore benessere e di un appagante soddisfacimento dei propri bisogni. Non è possibile ignorare gli effetti a lungo termine delle nostre azioni, attuate in nome del progresso e della tecnica. In questo triste quadro globale esistono luoghi non contaminati dall’avida mano dell’uomo? Esistono luoghi dove sia possibile contemplare la maestosità della natura ed evadere, stupiti, dalla turbante quotidianità?
L’Islanda offre scenari incredibili e che vengono pubblicizzati sui cataloghi di viaggio di tutto il mondo. Anche all’interno di questa terra così isolata, sta prendendo piede un turismo sempre più imponente, ma che, per fortuna, si limita alla visione dei grandi giganti islandesi: Reykyavik, Gullfoss, Gaysir, Jokulsarlon e Myvatn. Giganti che ho ovviamente visitato, ma sempre evitando il contatto con la massa. Il mio è stato un viaggio del corpo ma soprattutto della mente. A piedi, lungo la via del Laugavegur, 60 chilometri di deserto, ghiaccio, cascate e solfatare ci si rende conto invece di come, in questi luoghi ancora dimenticati, la natura sia ancora padrona, e di come l’uomo da sfruttatore diventi contemplatore. In questi luoghi gli elementi naturali di aria, acqua, terra e fuoco coesistono in una simbiosi perfetta che voluto chiamare: LA QUINTA DIMENSIONE.
Gli effetti della scelleratezza umana non mancano comunque anche qui. Fiori in via di estinzione, ghiacciai che arretrano di alcuni metri all’anno sono l’indice di come qualunque azione, apparentemente di piccola entità, attuata ai danni dell’ambiente, abbia conseguenze inimmaginabili dall’altra parte del globo, con danni incalcolabili per il nostro pianeta, ma soprattutto, per la nostra salute.
Bilancio 2007
Novembre 20, 2007Con quella al concorso nazionale Città di S. Vincenzo 2007 salgono a 5 le ammissioni per le foto dell’islanda nei 4 concorsi cui ho partecipato nel mese di ottobre. Questo era l’ultimo risultato atteso per quest’anno. Ora deciderò dove mandare le foto con più intelligenza in quanto i concorsi vengono vinti molto spesso dalle stesse foto (attezione stesse foto, non stessi fotografi) indice di un decadimento della qualità, forse anche dei miei lavori. Proveremo a cercare fortuna all’estero… Scade infatti l’11 Gennaio il Fifth Swansea City Exhibition of International Photography 2008 nel quale sono presenti le categorie “Natura” e “Paesaggi”.
Gli ultras mangiano i bambini – parte seconda
Novembre 13, 2007Ahimè il temuto giro di vite temo ci sarà. Allora scrivo questa previsione. Nell’ordine succederà:
1) Sabato a Genova ci scappa il morto
2) Come ogni cosa cha accade in Italia si darà la colpa agli ultras e invece di chiudere i centri sociali chiuderanno gli stadi, o meglio chiuderanno i settori ospoti.
3) Nuova legge antiviolenza. Approvata con 3 eccezioni proposte dall’On. Paolo Cento che la renderà inapplicabile ai violenti, ma applicailissima su quelli che allo stadio ci vanno per vedere le partite. Chiusura dei settori ospiti. Trasferte vietate. Il tutto per la nostra sicurezza.
4) La gente non starà a casa. Andrà in trasferta lo stesso in macchina e comprerà i biglietti nei distinti. il tutto ovviamente per la propria sicurezza, vista la rassicurante presenza dei tornelli e dei biglietti nominali, ma sopratutto del divieto degli striscioni
5) Morirà qualcun’altro. Rimando al punto 1 e rileggere
Gli ultras mangiano i bambini
Novembre 12, 2007
Alcune piccole considerazioni dopo i fatti di Domenica scorsa:
1) Ridicolo che le istituzioni parlino. Le leggi sono state fatte da gente che allo stadio non ci va mai e i risultati sono questi. Vieti le trasferte? la gente va in macchina col risultato che ci si da gli appuntamenti in autogrill per ammazzarsi di botte. Se a questo aggiungiamo che ogni legge in Italia viene resa inutile con l’iserimento di eccezioni da parte di alcuni politici otteniamo l’IMPUNITA’ per chi delinque. Quindi la gente delinque. Lo stadio è solo una scusa in più per farlo. IL PROBLEMA E’ L’ITALIA E NON IL CALCIO.
2) Le forze dell’ordine sono DISORGANIZZATE E MAL COORDINATE. Non hanno le basi giuridiche per operare tranqullamente per quanto detto sopra. Arrestano uno e questo il giorno dopo è già fuori che li aspetta assieme a 50 amici per ammazzarli di botte. In questo clima mi rendo conto che essendo persone gli saltino i nervi e sparino ad una macchina in corsa sull’autostrada con l’intento di prendere le gomme . TEMPORANEA INFERMITA’ MENTALE. Inotlre in svariate occasioni hanno dimostrato di non fare nulla per evitare lo scontro, vedi treviso sabato.
3) gli ultras non fanno nulla per diventare interlocutori affidabili. Non potrai mai far sentire la tua voce finchè al tuo interno nascondi chi col calcio non c’entra un cazzo. Il 99% di quelli che ieri hanno assaltato roma e milano non c’entrano un cazzo col pallone, prova ne è ilo fatto che non c’erano nemmeno le partite in quelle due città. E’ un momento difficile e non cade uno spillo in guatemala senza che del fatto sia accusato un ultras. proprio per questo chi non c’entra col calcio deve essere segnalato alla autorità e cacciato dagli stadi. che vada a delinquere al G8 con Caruso & co. ma allo stadio non lo vogliamo più.
Metti una sera a cena con Serse
Novembre 7, 2007Grazie alle mie infinite conoscenze siamo stati invitati alla cena che si è tenuta presso il circolo La Rovere di Mantova, che presentava come ospite d’onore l’allenatore del Brescia Serse Cosmi.

Ci presentiamo puntualissimi, anzi decisamente in anticipo, tanto che ci resta il tempo per concederci un aperitivo presso un bar,edicola,tabaccheria,ricevitoria nelle vicinanze del circolo. Io mi delizio con un classico vino bianco mixato con Campari, salvo poi ritrovarmi tra le mani un terrificante spacca-stomaco composto al 95% di Campari e al 5% di vino bianco di dubbia provenienza. Schultz, adocchiati gli strani mixaggi del barista, si limita ad ordinare un classicissimo Spritz Aperol. L’espressione di impotenza del barista a sentirsi nominare la parola Spritz ricorda quella di un condannato alla pena capitale, pertanto, maledicendo mentalmente in toto la categoria dei baristi, Schultz deve provvedere ad impartire le istruzioni di mixaggio allo pseudo-barista;il risultato è uno strano intruglio di colore arancione, con un vago sapore che ricorda vagamente il Dixan Piatti all’arancio di Sicilia. Dopo una tale delizia per i fini palati, visto anche che l’edicolantebaristatabaccaio comincia a serrare le saracinesche, decidiamo di avviarci presso il circolo. Ci accodiamo al libraio Di Pellegrini e saliamo le scale dell’imponente e storico edificio che ospita i locali del circolo. Entriamo nella saletta che ci ospiterà in attesa della cena troviamo i primi ospiti che attorniano il buon Serse, comodamente seduto in poltrona come tra vecchi amici. Approfittando del caso che vuole che le due poltrone a fianco dello scarsocrinito allenatore siano vuote, provvediamo immediatamente ad appollaiarci io a destra e Schultz a sinistra. Praticamente sembriamo i due ladroni a fianco di Gesù Cristo. Io, molto sfacciatamente, non perdo nemmeno un millisecondo e provvedo a farmi autografare la copia (in prima edizione – contrariamente a tutti i presenti) del libro di Cosmi con tanto di dedica personalizzata. Lo guardo da vicino quest’uomo che sembra un incrocio tra un Satanasso e un Bull Dog: mi sembra tanto una riedizione diabolica di Carletto Mazzone. Invece a sentirlo parlare ti rendi conto che è quanto di più vicino all’uomo qualunque, quello che incroci per strada quando vai al lavoro la mattina. Non ha il fisico, non è bello, se non sapessi chi è probabilmente lo scambieresti per un gommista o un benzinaio. Bastano pochi minuti e si rompe il ghiaccio alla grandissima, tanto che otteniamo una intervista ESCLUSIVA, che eseguiremo di li a poco in una saletta più isolata. Ciliegina sulla torta arriva pure l’esimio Don Tano Caridi, la maledizione vivente di Cosmi, visto che il buon fantasista virgiliano si prende spesso lo sfizio di infilare la porta bresciana. Dopo l’intervista ci portiamo nella sala dove si terrà la cena. Tra una portata e l’altra il bravo Serse trova il tempo di raccontarsi prima ancora che parlare di calcio, e lì scopri veramente chi è Cosmi: un uomo che ha fatto tutta la gavetta, che ha sempre la battuta pronta, che non vive sotto i riflettori come una star. Scopri così che a Coverciano ci è dovuto andare cinque volte prima che gli facessero avere sto benedetto patentino di allenatore, tanto che nel centro federale ormai conosceva tutti, dal portiere alla donna delle pulizie. Scopri che Gaucci non era un pazzo scatenato e che l’immagine che i media ne davano non rifletteva quello che era nel privato. Scopri soprattutto una persona onesta, consapevole del privilegio di poter fare un lavoro che ama, molto ben pagato e che ha la coerenza di affermare che il movimento economico che circonda il mondo pallonaro è decisamente sproporzionato ai reali valori sia tecnici che morali. Non è da tutti riuscire ad esprimere concetti non scontati per quanto attiene il mondo del calcio, ma l’ottimo Serse riesce nella non facile impresa, facendo capire a tutti che i giocatori non sono dei privilegiati solo per quanto guadagnano, ma bensì lo sono ancor di più, per la possibilità che hanno di lavorare “giocando”. E la vittoria ha lo stesso sapore a qualsiasi livello, sia che tu alleni la squadra del Bar Bruna al torneo dei bar di Ponte San Giovanni, sia che tu vada a vincere col Perugia a San Siro. Lo voglio ringraziare per essere riuscito a trasmetterci che la vera gioia nel correre dietro ad un pallone, è quella che vedi stampata negli occhi del bambino che sogna di essere al Nou Camp anche se sta giocando sul campo parrocchiale. Questa è l’anima del calcio, che qualcuno ha perso di vista, e che molti dovrebbero e vorrebbero tornare a provare, vincenti o perdenti che si sia.
Bambù
Novembre 2, 2007Mercoledì notte di follie al Bambù. Ritorno ore 5.30… Il nostro tavolo è stato osannato in diversi frangenti, tanto che a forza di sentire Fiore Fioreeeeee c’era la gente che si fermava a guardare se il centrocampista biancorosso fosse davvero al tavolo con noi! In tutta risposta noi siamo andati a chiedere l’autografo al Fiore, così da ingannare ulteriormente i clienti! Le foto della serata si possono trovare su LaRummata ! Il totale al tavolo parlava chiaro: 3 giri di coca&rum e 3 giri di champagne… perchè siamo solo noi quelli che vanno a letto la mattina presto…

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