Vi aspetto!

Novembre 22, 2008

Sono tanti gli extracomunitari che lavorano in Italia. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento vertiginoso degli arrivi e anche la nostra provincia è stata fortemente toccata dal fenomeno. Basti dire che da un’inchiesta pubblicata dal «Sole 24 ore», Mantova risulta al secondo posto per numero di clandestini e al terzo per densità di stranieri (compresi i regolari). I primi sono 29,8 per ogni mille abitanti, i secondi 12,2. Un vero e proprio record se si considera che la media nazionale è di undici irregolari ogni mille abitanti.

Il comparto agricolo, a seguito dei profondi cambiamenti che lo hanno interessato negli ultimi anni, ha sempre più bisogno di lavoratori che, nei momenti della raccolta, possano dare una mano ed aiutare a rispettare tempi che, per natura, sono sempre ristretti. Di qui, vista la difficoltà di reperire manodopera nazionale, l’interesse per gli extracomunitari. Questo il motivo per cui molti immigrati lavorano all’interno delle aziende agricole mantovane, a stretto contato con i nostri connazionali: i primi anzi rappresenterebbero per molti imprenditori l’unica possibilità di soddisfare una domanda di lavoro che ai secondi non interessa più e che in molti casi continuerebbe a risultare superiore rispetto all’offerta. Il fenomeno pone indubbiamente problemi di natura sociale, legati all’integrazione e alla coesistenze di usi e costumi diversi. La maggior parte dei cittadini extracomunitari residenti nel mantovano proviene da paesi di cultura islamica di religione musulmana. E’ con questi che si gioca il processo di amalgama tra culture diverse, dettato sia da necessità pratiche come il parlarsi, che più profonde. I recenti fatti di cronaca che vedono coinvolti terroristi integralisti, non hanno fatto che ostacolare questo processo di avvicinamento, contribuendo non poco all’ondata di odio indiscriminato che si è generato nei confronti di coloro che professano una fede e un modo di vivere diverso dal nostro.

Per esplorare più da vicino le dinamiche legate al fenomeno, ho vissuto per alcune settimane con un gruppo di lavoratori marocchini, impegnati nella massacrante lavorazione dei meloni della Postumia. Nella zona tra Gazoldo e Rodigo si concentra buona parte della produzione lombarda di cucurbitacee, la zona tra Gazoldo e Rodigo è un microcosmo dove coesistono diverse sensibilità, diversi approcci al problema convivenza. Gazoldo e Rodigo, qui dietro l’angolo, non c’è bisogno di scomodare new York o Londra. Stiamo parlando dei nostri vicini di stanza. Alcuni, trasferitisi stabilmente in Italia da diversi anni, vivono ormai “all’italiana”: altri preferiscono invece rimanere fedeli ai principi della propria cultura pur vivendo a diverse migliaia di chilometri dalla propria terra d’origine. Vi è infine la via di mezzo, quella del quieto vivere: rispettosi in pubblico di alcuni dettami occidentali, rivendicano usi, costumi e cucina della terra d’origine una volta tornati nell’intimo della propria casa. La semplificazione attuata dagli organi d’informazione ci ha mostrato in questi anni una realtà dei fatti che non corrisponde al vero: parlare di “marocchini” è riduttivo, se pensiamo al crogiolo di razze, etnie, lingue, dialetti e usanze che gravitano sull’area del Maghreb. Quanti vicini di stanza ci sono tra Goito e Gazoldo? Vicinidistanza tenta di dare una risposta alla domanda di cui sopra.

“Vicinidistanza“ è un progetto fotografico che esplora i punti di contatto tra i “vicini di stanza” che lavorano la nostra campagna. Queste donne e questi uomini, marocchini, indiani, tunisini, serbi, che vivono nel vero senso della parola in stanze attigue, attuano modi di vivere profondamente distanti tra loro, modi di vivere che vanno ad incontrarsi quando si siede tutti assieme nella stanza comune a mangiare il pane o a bere il thè, creando un contatto tra le differenti culture. Ma queste donne e questi uomini sono anche i nostri “vicini di stanza”. Lavorano i nostri campi fornendoci ciò che abbiamo di più importante: il frutto della terra. Compiono un lavoro che per centinaia di anni è stato portato avanti dagli agricoltori mantovani, che ora faticano a trovare manodopera. Loro sono diventati i nostri veri vicini, ma nonostante questo, spinti dall’odio, noi continuiamo a tenerli a distanza. Confido che questo lavoro posso servire da veicolo per chi, come me, voglia avvicinarsi a questo mondo, un mondo davvero incredibile, con le sue luci e le inevitabili ombre, ma un mondo in cui spicca la grande generosità di persone che non hanno nulla, e nonostante questo ti offrono quel poco che possiedono, un mondo di fatica, che non lascia spazio a nient’altro che al duro lavoro, quello che ti sporca le mani e ti fa venire i calli. Un lavoro che è la fonte della tua vita, che ti fa stare ricurvo su te stesso fin quasi ad assomigliare ad un “archetto”, ma che ti permette di far vivere al meglio la tua famiglia, lontana o vicina che sia, ed allora ti ritrovi ad accarezzare una piantina quasi come se fosse uno di loro, quasi come se fosse la persona che da sei mesi ti aspetta a casa, nella tua vera casa, così lontana da te, ma così vicina al tuo cuore.


Lo Zoo è qui

Novembre 17, 2008

Dopo alcuni anni, ieri ho avuto il piacere di tornare allo Zoo. Inutile dire di come questi luoghi facciano uscire il bambino che è in te! Di fronte al “nonno Pippo” e ai suoi sforzi di ippopotamo quarantacinquenne per raggiungere il fieno, non si può che provare una certa tenerezza. Paura invece quando si è a stretto contatto con la tigre siberiana, separati da essa solo da una spessa lastra di vetro, mai così sottile come quanto la regina della taiga le si struscia contro… Incredibile anche il “safari park”, con le giraffe che sembrano perfettamente a loro agio girovagando in mezzo alle auto incolonnate, e annusando, con curiosità, i tetti dei camper, decisamente più alla portata della basse auto. Bellissimi anche i due esemplari di leopardi delle nevi. Ma a gli animali che mi hanno colpito di più, per gli atteggiamenti e le movenze simili all’uomo, sono gli scimpanzé.

 

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Leopardo delle nevi

 

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Tigre Siberiana

 

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Pippo


I N D A S T R I A , ricordate.

Novembre 10, 2008

 

Un amico mi ha girato questa, che prontamente cerco di diffondere il più possibile:

 

Amici, siete chiamati al “dovere” per far suonare la band INDASTRIA il 21 Novembre 2008 al Bar Magenta a Milano, concerto semi-acustico con la band emergente nel panorama alternative nazionale nota come IO?DRAMA.

 

le istruzioni per il voto:

 

-sito:    http://www.straneofficine.com/concorsi.asp

 

-band da votare:  INDASTRIA

 

-modalità di voto: è possibile votare dopo una velocissima registrazione. è possibile votare una volta al giorno, tutti i giorni.

 

-chiusura del voto: 17 / Novembre / 2008

 

ringraziamo tutti per lo sforzo, non lasciamo vincere una cover band, noi lavoriamo da un anno e mezzo duramente, sfornando pezzi nostri….

 

cogliamo anche l’occasione per invitarvi (in caso di vittoria del contest) al Bar Magenta, Milano , Via Carducci 13. festeggeremo tutti assieme con gli amici IO?DRAMA, che pur non potendo esprimersi apertamente, simpatizzano per noi!

dateci una mano!

 

grazie ancora! 

 

 I N D A S T R I A  , ricordate.


Ho un Grillo per la testa

Novembre 7, 2008

 

Ieri la Francesca mi ha fatto l’enorme sorpresa di portarmi a vedere lo spettacolo di Beppe Grillo. Sostengo ormai da tempo che il comico genovese cavalca un’onda, quella del malcontento, molto facile da cavalcare, ma lui lo fa nel modo più costruttivo possibile. Lavatrici che funzionano con l’acqua piovana e che scaricano nei wc, sfere svizzere al posto del detersivo, tripli vetri per ridurre al minimo lo spreco di energia, sono alcuni degli esempi di quello che si è visto ieri sera. Alcune problematiche, come quelle economiche, lasciano ancora molti interrogativi. L’idea di investire i propri soldi in aziende di cui si conoscano gli amministratori, l’attacco ai derivati e a tutti gli altri prodotti finanziari “particolari” trovano terreno fertile nel mondo dei piccoli risparmiatori, ma ripeto è facile fare breccia nel cuore di queste persone con queste argomentazioni. E’ comunque importantissimo che la gente sappia, per poi decidere cosa fare delle informazioni ricevute. Il fatto che ci siano strumenti che raccolgono l’acqua piovana, la mandano nella lavatrice e la lavatrice scarica nel water in modo da non buttare acqua potabile (5 euro al m3) per mandare giù la pipì e la cacca, che per inciso in Svezia recuperano per fare l’urea artificiale per gli agricoltori e il compost, è interessantissimo. Ora lo so e di mio arbitrio deciderò cosa fare. Ecco il grande merito di Grillo: lui dice “se vuoi si può fare così” poi sta ad ognuno di noi decidere se è un risparmio (a lungo termine) o no.