Allora le cose sono due: o io sono un ignorante caprone o… non l’altra non voglio nemmeno immaginarla… resta però il fatto che per l’ennesima volta in film di Antonioni mi lascia senza parole (e non positivamente)… A parte gli scherzi… non riesco mai a superare lo scoglio dei film che “non finiscono”.. credo sia una malattia della nostra generazione, la potremmo definire “La sindrome di Gray’s Anathomy” per cui ogni film/telefilm/realty… DEVE avere una fine. E per fine si intende una fine legata ad azioni materiali, non risvolti psicologici INCOMPRENSIBILI per le menti ritardate come la mia (artisticamente si intende)!!

Resta il fatto che ancora una volta un film degli anni 60 mi lascia esterefatto. Capitò anche con il Laureato, ma il mio precedente più illustre rimane “Qualcuno volò sul nido del cucùlo”, attualmente ancora avvolto nel mistero.
Detto questo, devo dire che la riproduzione delle camere oscure è eccezionale, rivedere strumenti per lo sviluppo del negativo e la stampa di fotografie mi ha fatto un po’ venire nostalgia di quando si stampava… Il fatto che lui stampasse in due minuti e io ci mettessi un giorno e “bruciassi” metà della carta per le prove è del tutto secondario…
